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Arsity: condividere l’arte fa bene alla vita sociale (e ai musei)

Arsity: condividere l’arte fa bene alla vita sociale (e ai musei)

Agosto è ormai arrivato, e tra vacanze sempre più brevi o ferie già sfruttate nel mese di luglio, saranno in molti a restare a Roma: per fortuna, l’offerta culturale nella Capitale è vasta e per tutti i gusti, quindi non si corre assolutamente il rischio di annoiarsi. E se i vostri amici sono tutti fuori, nessun problema: Arsity è la soluzione ideale.

Arsity è la startup- fondata dai fratelli Paola e Alfiero Brizi– che permette di trovare persone con cui condividere visite a mostre, musei ed eventi culturali e scambiare quattro chiacchiere dopo la visita.

Un’idea nata da un’esigenza personale e poi rapidamente verificata e testata, che nel giro di poco tempo convince Alfiero a rientrare da Parigi- dove lavorava- per dedicarsi anima e corpo insieme con la sorella alla creazione di un progetto brillante ed estremamente ambizioso.

“Dopo una lunga fase di test e lavoro, e alcuni mesi in cui abbiamo comunque lanciato l’idea organizzando questi eventi sulla nostra pagina Facebook, siamo pronti per il lancio ufficiale della piattaforma, a settembrespiegano i due founder Arsity è una grande novità per gli amanti dell’arte e delle esperienze culturali in genere, perché coniuga l’aspetto sociale della condivisione di determinate esperienze con i vantaggi tipici della sharing economy, perché puntiamo a stringere accordi con i centri culturali per cui questi gruppi possano essere riconosciuti come lo sono oggi le scolaresche o i gruppi con guida turistica, con tutte le agevolazioni e riduzioni del caso”. 

Ma è anche una piccola rivoluzione per le istituzioni culturali che, come sottolineano i fratelli Brizi, stanno vivendo un delicato momento di transizione da un vecchio modello di gestione a uno nuovo, più tecnologico e digitale, promosso anche da direttori e curatori giovani e ben disposti: “Arsity sarà prima di tutto una piattaforma di aggregazione di tutte le attività culturali disponibili in una città, suddivise in diverse categorie molto precise: uno strumento che manca agli utenti, soprattutto nella versione app, una sola e di facile utilizzo, molto più comoda rispetto all’opportunità di dover scaricarne una per ogni museo. Ma darà anche a queste istituzioni la possibilità di conoscere esattamente i comportamenti degli utenti, che grazie al sito saranno profilati, e permetteranno quindi di conoscere gusti, frequenza delle visite, e molti altri dati che fino a oggi non erano disponibili”.

Quasi pronta per il debutto ufficiale, Arsity si prepara quindi a proporre agli utenti una serie di servizi Premium– mentre l’iscrizione e l’utilizzo della piattaforma per la creazione di gruppi o la richiesta di partecipazione alle visite saranno gratuiti- come le audioguide, da fruire direttamente dal cellulare e facilmente traducibili, per essere a disposizione anche dei moltissimi turisti che visitano le nostre città d’arte. E il plurale è d’obbligo, visto che Paola e Alfiero Brizi puntano a far crescere la loro startup a livello internazionale, crescita che può passare solo da un rapido sviluppo, da ricavi che rendano il progetto sostenibile e da una forte scalabilità. Fattori che la renderanno ancora più interessante agli occhi degli investitori, prossimo appuntamento dopo il lancio del sito: “Fino a oggi abbiamo preferito crescere con le nostre forze” concludono i due startupper “ma tra le nostre prossime mosse rientra sicuramente quella di riprendere contatti con investitori e acceleratori, da cui ci presentiamo con un prodotto ben sviluppato e delle metriche interessanti”.