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Cosa hanno in comune le botteghe rinascimentali e i moderni Coworking?

Botteghe artigiane rinascimentali e moderni spazi coworking hanno qualcosa in comune?

Apparentemente no, ma chiunque possieda o voglia avviare uno spazio coworking dovrebbe prendere spunto dalle botteghe artigiane del Rinascimento, come racconta Piero Formica, fondatore dell’International Entrepreneurship Academy, in questo articolo (tradotto e proposto qui per voi) sull’Harvard Business Review.

Gli innovativi spazi coworking del XV secolo

Gli spazi di Coworking sono in aumento, da Campus di Google a Londra al NextSpace in California. E’ stato fatto molto per rendere questi spazi di lavoro condivisi come una nuova idea in circolazione, idea che a mala pena esisteva dieci anni fa. Ma il modo in cui funzionano questi spazi mi ricorda in realtà una vecchia idea: la “bottega” (il laboratorio artigiano) rinascimentale della Firenze del XV secolo, in cui gli artisti erano impegnati ad insegnare ai neofiti, dove i talenti sono stati nutriti, dove si è lavorato attraverso nuove tecniche e dove nuove forme artistiche sono venute alla luce con gli artisti che erano si, in competizione tra di loro, ma che comunque lavoravano insieme.

Il Rinascimento mise la Conoscenza al centro del valore della creazione, la quale fu insita nei laboratori di questi artigiani, scultori e artisti. In quel luogo si sono incontrati e hanno lavorato insieme pittori, scultori e altri artisti; architetti, matematici, ingegneri, anatomisti, altri scienziati e ricchi mercanti che prima erano mecenati. Tutti loro hanno dato forma e vita alle comunità rinascimentali, generando nuovi valori estetici ed espressivi, nonché sociali ed economici. Il risultato è stato lo spirito imprenditoriale che ha concepito modi rivoluzionari di lavoro, di progettazione e realizzazione di prodotti e servizi e anche modi di vedere il mondo.

Le botteghe fiorentine erano comunità di creatività ed innovazione, dove sogni, passioni e progetti potevano intrecciarsi l’un l’altro. Gli apprendisti, i lavoratori, gli artigiani, gli ingegneri, gli artisti in erba e gli artisti ospiti erano interdipendenti ma già indipendenti, i cui sforzi disparati erano vagamente coordinati da un artista di spicco, il fulcro della bottega – il “Maestro”. Nonostante aiutava ad individuare i nuovi talenti, a mediare tra le comunicazioni e a fare da mentore agli artisti più giovani, il Maestro non definiva in alcun modo il lavoro degli altri.

Ad esempio, Andrea del Verrocchio (1435-1488) è stato uno scultore, pittore e orafo, ma i suoi allievi non si sono limitati a seguire le sue attività preferite. Nel suo laboratorio, gli artisti più giovani potevano perseguire l’ingegneria, l’architettura, o varie altre attività o iniziative scientifiche. La bottega del Verrocchio ha dato libero sfogo ad una nuova generazione di artisti imprenditoriali – personaggi eclettici come Leonardo da Vinci (1452-1519), Sandro Botticelli (1445-1510), Pietro Perugino (1450-1523), e Domenico Ghirlandaio (1449- 1494).

Cosa possono imparare coloro che vogliono creare posti di lavoro più innovativi e collaborativi oggigiorno – che sia un ufficio tradizionale, uno spazio Coworking, un incubatore di startup, o un fablab – dalle botteghe del Rinascimento?

Le botteghe avevano tre principali punti di forza tramite i quali si trasformarono le idee in azioni, si favorì il dialogo e si facilitò la convergenza di arte e scienza:

  1. Trasformare l’idea in azione

    Le botteghe rinascimentali non erano soltanto un terreno fertile per le nuove idee, le hanno aiutate a prendere forma. Allo stesso modo, i luoghi di lavoro innovativi di oggi hanno bisogno di essere dotati di tutto ciò di cui le persone hanno bisogno per trasformare le loro intuizioni, ispirazioni e le rappresentazioni mentali in nuovi prodotti ed iniziative. Riuscire ad avere nuove idee è già abbastanza difficile, ma la vera sfida per molte aziende è capire come sfruttare quest’ultime e trasformarle poi in profitti.

  2. Favorire il dialogo

    Ferdinando Galiani, un economista napoletano del XVIII secolo, sosteneva che i mercati sono in realtà delle conversazioni. La qualità della rete – e cioè, la combinazione dell’intelligenza delle persone e delle Organizzazioni con le diverse competenze e capacità – gioca un ruolo fondamentale nell’innovazione. Nelle botteghe rinascimentali, i professionisti comunicavano tra di loro in modo coerente e fluido, facilitando la comprensione reciproca. La coesistenza di una collisione tra questi diversi talenti ha contribuito a rendere i laboratori artigiani luoghi animati in cui il dialogo ha permesso di favorire i conflitti in modo costruttivo. Lo scontro e il confronto dei diversi punti di vista hanno rimosso i confini cognitivi, hanno mitigato gli errori e hanno aiutato gli artisti a porsi delle domande altrimenti date per scontate. Oggi, spesso riconosciamo la necessità di avere questo tipo di conversazioni stimolanti, senza però realmente fargli spazio nel nostro modus operandi, sia perché in questo stesso si ha troppa paura del conflitto o perché le persone in generale sono semplicemente troppo occupate a cercare di espandere la loro comprensione reciproca. Ma le botteghe rinascimentali offrono la prova di quanto sia importante per i luoghi di lavoro collaborativi creare nuovi progetti basandosi sul confronto di idee opposte e opinioni controverse.

  3. Facilitare la convergenza di arte e scienza

    La bottega rinascimentale, nonostante oggi sia principalmente ricordata per l’arte, in realtà era un luogo interdisciplinare. Questo ha contribuito a creare un approccio olistico alla creatività, che si oppone al nostro modo di lavorare, in cui i professionisti in diverse specialità restano spesso isolati l’uno dall’altro. Ad esempio, durante il Rinascimento, la natura è stata vista come una convergenza di arte e scienza, come nel famoso “Uomo Vitruviano” di Leonardo Da Vinci. Oggi, molte delle opportunità di business più interessanti sono simili a degli incontri di progressi tecnologici e di bellezza estetica. Coniugare queste discipline favorirebbe l’apprendimento reciproco attraverso delle esperienze che porterebbero ad avere maggiori opportunità di business.

In conclusione…

Che tu gestisca un Coworking o che stia cercando di avviarne uno, pensa in quale modo potresti seguire l’esempio della bottega rinascimentale.

2 risposte

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